
Il territorio della Comunità Montana Alto Tevere Umbro è per oltre il
90% incluso nel bacino idrografico del fiume Tevere. Nella posizione
centrale è collocata la pianura della “Valle del Tevere”, densamente
popolata e intensivamente coltivata, con una forte presenza di
insediamenti industriali e artigianali e attraversata dalle principali
vie di comunicazione.
In posizione simmetrica, ai lati, si sviluppano le aree collinari, con
piccole vallate, e le zone montane. Il 14,60% del comprensorio si
colloca al disotto dei 300 metri s.l.m., e coincide con la fascia di
pianura alluvionale; il 25,80% è compreso tra i 300 e i 400 metri s.l.m.
e raccoglie gran parte dell’insediamento sparso, storicamente
consolidatosi; la restante parte del territorio (circa il 59,60%) giace
al di sopra dei 400 metri s.l.m., ospitando i caratteristici “paesi
medioevali” e gran parte delle aree boscate (compresa quella demaniale).
La superficie totale del territorio della Comunità Montana è di 991,21
Kmq. di cui circa il 14% è rappresentato dalla pianura e il restante è
suddiviso tra collina e montagna. Sotto l’aspetto altitudinale, il
territorio comprensoriale oscilla tra un minimo di 221 metri s.l.m.
(località Pierantonio) ed un massimo di 1.173 metri s.l.m. (località
Bocca Trabaria).
La superficie boscata è di circa 31.900 ettari, di cui il 25% di
proprietà demaniale. La collina e la montagna rappresentano la parte più
caratteristica sotto il profilo storico, naturalistico e ambientale.
Il territorio è formato da otto comuni.
La torre civica di Città di Castello si lascia conquistare a prezzo di
un pesante ansimare sui suoi ripidi e consunti gradini. Ma dopo aver
respirato le claustrofobiche atmosfere delle anguste celle segnate dai
toccanti epigrammi lasciati nel corso dei secoli dagli infelici
prigionieri che vi furono rinchiusi, una ultima rampa eleva il
visitatore verso la vastità degli azzurri spazi infiniti, che le verdi
gibbosità appenniniche tentano di circoscrivere in guisa di gigantesco
anfiteatro.
L'intricata teoria dei tetti che si estende sotto la severa e
quadrangolare verticalità della torre copre il nucleo storico della
città, vero baricentro geografico e demografico dell'Alto Tevere.
Un'esigenza didattica ci impone talvolta di aggiungere l'aggettivo
"Umbro" a tale denominazione geografica e di delimitare quei confini
amministrativi che, non l'obiettivo della nostra macchina fotografica,
non il volo degli uccelli nel cielo, né il nostro passo quando gli
itinerari ci conducono per boschi e montagne, sanno, né vogliono,
riconoscere.
Le terre toscane e romagnole sfumano infatti con un morbido gradiente di
morfologie e cromatismi in quelle dell'Alto Tevere Umbro e solo uno
spartiacque di modeste altitudini le divide da quelle marchigiane. Da
nessun altro punto di osservazione tuttavia si percepisce altrettanto
bene, spaziando per i 360° dell'orizzonte, la
logica geografica connessa all'unità comprensoriale che ci apprestiamo a
descrivere.
Quasi perso a settentrione nella pianura larga e piatta di San Giustino,
più individuabile a mezzogiorno nella valle che si fa più stretta e
articolata verso Umbertide, è proprio il Tevere a consegnargli tale
caratterizzazione territoriale che, nel divenire dei tempi, si è fatta
anche identità storica e culturale.