Comunità Montana > Struttura organizzativa > Indice Statuto > Statuto dell'Ente: Titolo II°

statuto dell'ente - titolo ii°

ORDINAMENTO ISTITUZIONALE

CAPO I – ORGANI DI GOVERNO

Art. 8 (Organi)
1. Sono organi della comunità montana:
a) il consiglio;
b) la giunta;
c) il presidente.
2. La comunità montana è dotata di autonomia statutaria nell'ambito delle leggi statali e regionali. Ove non espressamente disposto dal presente statuto, dalle leggi nazionali e regionali, si applicano in quanto compatibili le disposizioni dettate per l’ordinamento dei comuni.

Art. 9 (Condizione giuridica dei componenti)
1. Gli amministratori componenti degli organi della comunità montana hanno l'obbligo di astenersi dal prendere parte alla discussione ed alla votazione di delibere riguardanti interessi propri o di loro parenti o affini sino al quarto grado.
2. L'obbligo di astensione non si applica ai provvedimenti normativi o di carattere generale, se non nei casi in cui sussista una correlazione immediata e diretta fra contenuto della deliberazione e specifici interessi dell’amministratore o di parenti o affini fino al quarto grado.
3. Al presidente, ai componenti della giunta e ai consiglieri è vietato ricoprire incarichi e assumere consulenze presso enti ed istituzioni dipendenti o comunque sottoposti al controllo e alla vigilanza della comunità montana.
4. Gli amministratori della comunità montana improntano il proprio comportamento, nell'esercizio delle loro funzioni, ai principi di imparzialità e buona amministrazione e al rispetto del principio della distinzione delle funzioni e dei compiti tra organi di governo e dirigenti dell’ente.
5. L'ente assicura gli amministratori contro i rischi connessi all'espletamento del loro mandato e garantisce agli stessi tutela legale per fatti ed atti commessi nell'esercizio delle loro funzioni, sempre che non sussista conflitto di interessi con la comunità montana e fermo restando l’obbligo di restituzione nel caso di condanna definitiva.

CAPO II – CONSIGLIO

Art. 10 (Composizione ed elezione)
1. Il consiglio è composto dai rappresentanti dei comuni membri. A tal fine ciascun consiglio comunale elegge:
a) tre rappresentanti, di cui uno riservato alle minoranze, nei comuni con popolazione fino a diecimila abitanti;
b) cinque rappresentanti, di cui due riservati alle minoranze, nei comuni con popolazione superiore a diecimila abitanti e fino a trentamila;
c) sei rappresentanti di cui due riservati alle minoranze,  nei comuni con popolazione superiore ai trentamila abitanti. (1)
(1) articolo così modificato con delibera consiliare n°10 del 29/06/2004, già modificato con delibera consiliare n° 31 del 07/11/2002.

Art. 11 (Ineleggibilità ed incompatibilità)
1. In materia di ineleggibilità ed incompatibilità si applicano in quanto compatibili, le norme stabilite per i componenti dei consigli comunali e provinciali. Sono in ogni caso incompatibili con la carica di membro del consiglio i dipendenti della comunità montana.

Art. 12 (Insediamento e durata in carica)
1. Il consiglio dura in carica cinque anni e comunque decade in occasione della rinnovazione della maggioranza dei consigli comunali costituenti la comunità. II componenti scaduti restano in carica fino all'insediamento del nuovo consiglio.
2. Ciascun consiglio comunale, ogniqualvolta è rinnovato provvede, entro novanta giorni successivi alla data di insediamento, all'elezione dei propri rappresentanti in seno al consiglio della comunità montana. Per i consigli non interessati dal rinnovo il termine dei novanta giorni decorre dalla data di rinnovo della maggioranza dei consigli comunali costituenti la Comunità Montana. (2)
3. Decorso il termine di cui al comma precedente, il presidente in carica provvede alla convocazione del consiglio per l'insediamento improrogabilmente entro trenta giorni da quando sono pervenuti i nominativi dei rappresentanti di almeno cinque comuni che rappresentino i due terzi dei consiglieri assegnati. La seduta, da tenersi entro dieci giorni dalla convocazione, è presieduta dal consigliere più anziano di età. (3)
4. Il consiglio, nella prima seduta e prima di deliberare su qualsiasi altro argomento con propria deliberazione procede alla convalida dell'elezione dei propri componenti. In sede di convalida il consiglio provvede ad esaminare le eventuali cause di ineleggibilità o di incompatibilità.
(2) comma così modificato con delibera consiliare n°10 del 29/06/2004.
(3) comma così modificato con delibera consiliare n°10 del 29/06/2004.

Art. 13 (Competenze del consiglio)
1. Il consiglio è organo di rappresentanza dei comuni membri. Esso determina l’indirizzo politico attraverso l’adozione degli atti fondamentali ed esercita il controllo sia politico che amministrativo.
2. Il consiglio ha competenza in ordine ai seguenti atti fondamentali:
a) elezione del presidente e della giunta;
b) statuto e regolamenti;
c) bilancio di previsione e rendiconto della gestione;
d) piano pluriennale di sviluppo e programmi di intervento settoriali;
e) assunzione diretta dei pubblici servizi, costituzione di istituzioni, consorzi, aziende, partecipazione a società di capitali, affidamento di attività, di servizi mediante convenzione; (4)
f) esercizio associato di funzioni e servizi mediante  convenzioni con altri enti locali o con la regione;
g) contrazione dei mutui non previsti espressamente in atti fondamentali del consiglio ed emissione dei prestiti obbligazionari;
- g bis) acquisti e alienazioni immobiliari, relative permute, appalti e concessioni che non siano previsti in atti fondamentali  del consiglio o che non ne costituiscano mera esecuzione e che, comunque, non rientrino nella  ordinaria amministrazione di funzioni e servizi di competenza del presidente, della giunta o dei dirigenti; (5)
- g ter) definizione degli indirizzi per la nomina e la designazione dei rappresentanti dell’ente presso enti, aziende ed istituzioni, nonché nomina dei rappresentanti del consiglio presso enti, aziende ed istituzioni ad esso espressamente riservata dalla legge; (6)
h) tutte le altre funzioni affidate al medesimo dalla legge o dal presente statuto.
3. Il consiglio esamina almeno due volte l'anno, in sede di approvazione del rendiconto dell'esercizio chiuso e di verifica degli equilibri di bilancio, l’avanzamento del programma di governo.
4. Le deliberazioni in ordine agli argomenti di competenza del consiglio non possono essere adottate da altri organi fatta eccezione per i regolamenti relativi all'ordinamento degli uffici e dei servizi riservato alla giunta e per le variazioni di bilancio che la giunta può disporre in via d’urgenza e salvo ratifica.
5. Il consiglio ha facoltà di sottoporre a controllo preventivo di legittimità tutte le proprie deliberazioni.
(4) comma così modificato con delibera consiliare n° 31 del 07/11/2002
(5) comma così modificato con delibera consiliare n° 31 del 07/11/2002
(6) comma così modificato con delibera consiliare n° 31 del 07/11/2002

Art. 14 (Funzionamento del consiglio)
1. Il regolamento determina nel rispetto del presente statuto le norme per il funzionamento del consiglio.

Art. 15 (Presidente del consiglio)
1. Il consiglio, nella sua prima seduta, subito dopo le convalide di rito, elegge nel suo seno, a maggioranza  assoluta  dei consiglieri assegnati il proprio presidente. Qualora nessun consigliere raggiunga la maggioranza richiesta, si procede immediatamente al ballottaggio fra i due candidati più votati e sarà proclamato eletto il consigliere che avrà ottenuto più voti. In caso di parità prevale il più anziano di età.
2. Il presidente ha la rappresentanza del consiglio e ne garantisce il funzionamento nel rispetto delle leggi, dello statuto e del regolamento, cura la programmazione dei lavori e il collegamento del consiglio con il presidente dell’ente, la giunta e i gruppi consiliari. Convoca e presiede il consiglio e ne assicura il regolare svolgimento.
3. Nel caso di assenza o impedimento le funzioni del presidente sono svolte dal consigliere più anziano di età.

Art. 16 (Convocazione  del consiglio)
1. Il consiglio è convocato in via ordinaria dal suo presidente su richiesta della giunta,  per obbligo di legge,  per obbligo di statuto o di regolamento.
2. Il presidente provvede a convocare il consiglio in via straordinaria, in un termine non superiore a venti giorni, quando ne faccia istanza un consiglio comunale o un quinto dei consiglieri, inserendo all'ordine del giorno la questione richiesta.
3. Il presidente, sentiti i capigruppo, stabilisce la data ed il luogo della seduta nonché l'ordine del giorno degli argomenti da discutere da recapitare ai consiglieri almeno cinque giorni liberi prima di ogni seduta fatti salvi i casi di urgenza.
4. La prima seduta del consiglio dopo il suo rinnovo è convocata dal presidente in carica e presieduta, sino ad avvenuta nomina del nuovo presidente, dal consigliere più anziano di età. (7)
(7) comma così modificato con delibera consiliare n° 31 del 07/11/2002.

Art. 17 (Sedute consiliari)
1. Il consiglio della comunità montana è validamente riunito con la presenza della maggioranza dei consiglieri in carica, salvo i casi per i quali la legge o il presente statuto prevedano una diversa maggioranza.
2. Quando la prima convocazione sia andata deserta, alla seconda convocazione le deliberazioni sono valide purché intervenga almeno un terzo dei consiglieri assegnati.
3. Fatti salvi i casi in cui è richiesta una maggioranza qualificata, il consiglio delibera  con la maggioranza dei voti validi.
4. Le sedute del consiglio sono pubbliche, eccetto i casi in cui per legge, per regolamento o con deliberazione motivata, sia altrimenti stabilito.
5. Gli argomenti da trattare, debitamente istruiti, sono messi a disposizione dei Consiglieri almeno cinque giorni prima di ogni seduta, fatti salvi i casi di seduta urgente. (8)
(8) comma così modificato con delibera consiliare n° 31 del 07/11/2002.

Art. 18 (Commissioni consiliari)
1. Il consiglio si avvale di commissioni consiliari permanenti, costituite nel proprio seno con criterio proporzionale tra maggioranza e minoranza e con il compito di provvedere:
a) all'esame degli atti più importanti di competenza del consiglio al fine di favorire il miglior esercizio delle sue funzioni;
b) all'esame, all'approfondimento e alla formulazione di pareri su proposte loro assegnate dagli organi della comunità montana;
c) ad effettuare studi, indagini e ricerche e ad elaborare proposte.
2. Il regolamento stabilisce il numero delle commissioni permanenti e dei loro componenti, la loro competenza per materia, le norme di funzionamento e le forme di pubblicità dei lavori.
3. Il consiglio, con deliberazione adottata a maggioranza dei consiglieri assegnati, può costituire commissioni speciali con compiti di indagine, controllo o anche solo di studio in ordine a specifiche questioni e attività amministrative della comunità montana.
4. Con la deliberazione di cui al comma precedente, sono stabilite la composizione della commissione, i poteri di cui è munita, gli strumenti per operare e il termine per la conclusione dei lavori.
5. Le commissioni consiliari, ove istituite con funzioni di controllo o di garanzia, sono presiedute da un rappresentante delle opposizioni.

Art. 19 (Prerogative e obblighi dei consiglieri)
1. I consiglieri entrano nelle funzioni non appena adottata dal consiglio la relativa deliberazione di convalida. (9)
2. I consiglieri hanno diritto di ottenere dagli uffici dell’ente tutte le notizie e le informazioni utili all'espletamento del loro mandato. Essi sono tenuti al segreto nei casi specificatamente determinati dalla legge.
3. I consiglieri hanno diritto di iniziativa su ogni questione sottoposta alla deliberazione del consiglio. Hanno inoltre diritto di presentare interrogazioni, mozioni e interpellanze.
4. I consiglieri hanno l’obbligo di partecipare alle sedute del consiglio. Il presidente, accertata l’assenza a tre sedute consecutive, verifica in contraddittorio con l’interessato l’assenza di cause di giustificazione e in carenza ne dà comunicazione al consiglio comunale di riferimento per l’eventuale provvedimento di revoca.
5. Il consigliere decade dalla carica per perdita della qualità di sindaco, assessore o consigliere del comune, per revoca da parte del consiglio comunale, per dimissioni  e negli altri casi specificatamente previsti dalla legge. Le dimissioni sono irrevocabili, non necessitano di presa d’atto e sono immediatamente efficaci.  Fatto salvo il caso di dimissioni dalla carica di consigliere della comunità montana  e negli altri casi in cui la legge dispone l’immediata decadenza dalla carica, i consiglieri decaduti continuano ad esercitare le loro funzioni sino a nomina dei successori, a tal fine il consiglio comunale  deve provvedere alla nomina  entro  novanta giorni da quando si è verificata la causa di decadenza ovvero dalla sua conoscenza. Trascorso tale termine senza che si sia provveduto alla surroga il consigliere decade dalla carica. (10)
(9) comma così modificato con delibera consiliare n°10 del 29/06/2004.
(10) comma così modificato con delibera consiliare n°10 del 29/06/2004, già modificato con delibera consiliare n° 31 del 07/11/2002.

Art. 20 (Gruppi consiliari)
1. I consiglieri si costituiscono in gruppi secondo le modalità stabilite dal regolamento.
2. Ogni gruppo deve essere formato da almeno due consiglieri e deve provvedere  a designare per iscritto al presidente del consiglio il nominativo del capogruppo entro 10 giorni dall'insediamento del consiglio. In assenza di designazione è considerato capogruppo il più anziano d’età.
3. I consiglieri che non aderiscono ad alcuno dei gruppi costituiti  fanno parte del gruppo misto.
4. Ai gruppi consiliari sono assicurati idonei spazi e mezzi per l'esercizio delle loro funzioni compatibilmente con la disponibilità di strutture da parte della comunità montana.
5. è istituita la conferenza dei capigruppo presieduta dal presidente del consiglio con funzioni consultive in materia di svolgimento dei lavori consiliari.

CAPO III – LA GIUNTA

Art. 21 (Composizione ed elezione della giunta)
1. La giunta è formata da un numero di componenti, determinato dal consiglio al momento del rinnovo, entro il limite massimo di nove compreso il presidente. In ogni caso devono essere rappresentati all’interno della giunta tutti i comuni membri e salvaguardata la presenza di entrambi i sessi. (11)
2. Il consiglio, nella sua prima seduta subito dopo la convalida degli eletti e l’elezione del suo presidente, elegge con tre distinte votazioni segrete, a maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati, il presidente della giunta e, su proposta di questi, il vicepresidente e gli assessori. Ove all’atto di insediamento non risultino rappresentati tutti i comuni, l’elezione dei membri mancanti  avviene entro trenta giorni dalla comunicazione della delibera comunale di nomina dei nuovi rappresentanti. (12)
3. In apposita seduta, da tenersi entro trenta giorni dalla sua elezione, o dal suo rinnovo parziale ove ciò abbia riguardato il presidente, la giunta presenta al consiglio il documento di governo che è approvato a maggioranza assoluta dei componenti. (13)
(11) comma così modificato con delibera consiliare n°10 del 29/06/2004
(12) comma così modificato con delibera consiliare n°10 del 29/06/2004
(13) comma così modificato con delibera consiliare n°31 del 07/11/2002

Art. 22 (Durata in carica della giunta)
1. Fatti salvi i casi di decadenza e di sfiducia, la giunta resta in carica per la durata del consiglio.
2. La giunta decade per il venir meno di metà dei suoi componenti arrotondata all'unità superiore
3. In caso di decadenza o di sfiducia, Il consiglio deve essere riunito per l’elezione della nuova giunta entro trenta giorni dal verificarsi della causa di cessazione.
4. La giunta resta comunque in carica sino all'insediamento della successiva.

Art. 23 (Mozione di sfiducia)
1. La giunta risponde del proprio operato dinanzi al consiglio.
2. Il voto contrario del consiglio ad una proposta della giunta non comporta l'obbligo delle dimissioni.
3. La giunta cessa dalla carica in caso di approvazione di una mozione di sfiducia, votata per appello nominale dalla maggioranza assoluta dei componenti il consiglio. La relativa deliberazione ha efficacia immediata.
4. La mozione di sfiducia deve essere motivata e sottoscritta da almeno un terzo dei consiglieri assegnati. Essa viene messa in discussione non prima di dieci giorni e non oltre trenta giorni dalla sua presentazione.

Art. 24 (Cessazione di singoli componenti della giunta)
1. I singoli componenti della giunta cessano dalla carica per:
a) morte;
b) dimissioni;
c) decadenza;
d) rimozione.
2. Il singolo assessore può altresì essere revocato dal consiglio con voto espresso a scrutinio segreto dalla maggioranza dei componenti su motivata proposta della giunta.
3. In ogni caso di cessazione di un singolo componente il consiglio procede alla sua sostituzione nel termine di trenta giorni. In caso di cessazione per decadenza dalla carica di consigliere il termine decorre dalla comunicazione della deliberazione di surroga da parte del consiglio comunale interessato. (14)
(14) comma così modificato con delibera consiliare n° 10 del 29/06/2004

Art. 25 (Competenze della giunta)
1. La giunta ha potere generale di proposta nei confronti del consiglio e di attuazione dei programmi da questo deliberati. In particolare essa compie tutti gli atti che non siano riservati dalla legge al consiglio e che non ricadano nelle competenze attribuite dalla legge, dal presente statuto e dai regolamenti al presidente o ai dirigenti.
2. La giunta risponde collegialmente al consiglio del proprio operato e presenta   una relazione sui risultati conseguiti almeno due volte l'anno in sede di approvazione del rendiconto chiuso e di ricognizione sullo stato di attuazione dei programmi.
3. Su iniziativa dei singoli interessati o d'ufficio la giunta può con propria deliberazione annullare in ogni tempo gli atti dei funzionari viziati di illegittimità ovvero in contrasto con gli atti di programmazione e di indirizzo degli organi di governo dell'ente.

Art. 26 (Funzionamento della giunta)
1.La giunta è convocata dal presidente dell’ente, che la presiede e fissa gli argomenti all'ordine del giorno della seduta.
2. Il presidente dirige e coordina l'attività della giunta e assicura l'unità di indirizzo politico amministrativo e la collegiale responsabilità di decisione della stessa.
3. La giunta delibera con l'intervento della maggioranza dei componenti in carica e a maggioranza dei voti. Le votazioni sono di norma palesi, tranne il caso in cui si tratti di deliberare su persone. Nelle votazioni palesi, in caso di parità di voti, prevale il voto del presidente o di chi presiede legalmente la seduta.
4. Le sedute della giunta non sono pubbliche, tuttavia è in facoltà del presidente di consentire la partecipazione, senza diritto di voto, di consiglieri, esperti e dipendenti per riferire su particolari questioni.

CAPO IV – IL PRESIDENTE

Art. 27 (Funzioni del presidente)
1. Il presidente della comunità montana ha la rappresentanza dell’ente e svolge tutte le funzioni attribuitegli dallo statuto, dalle leggi e dai regolamenti.
2. In particolare spetta al presidente di:
a) stare in giudizio in difesa degli interessi dell’ente previa autorizzazione della giunta;
b) sovrintendere all’attività amministrativa, sia per le funzioni proprie che delegate, impartendo direttive ai dirigenti in ordine agli indirizzi funzionali della gestione degli uffici e dei servizi e verificando la rispondenza dei risultati;
c) convocare e presiedere la giunta stabilendo gli argomenti da trattare;
d) dirigere l’attività della giunta, assicurandone la rispondenza agli atti di indirizzo del consiglio;
e) assumere iniziative atte ad assicurare che aziende speciali, istituzioni e società dipendenti o partecipate dalla comunità montana svolgano la loro attività secondo gli obiettivi indicati dal consiglio ed in coerenza con gli indirizzi attuativi espressi dalla giunta;
f) promuovere la conferenza dei servizi nonché gli accordi di programma con tutti i soggetti pubblici previsti dalla legge;
g) promuovere la convocazione della conferenza dei sindaci per esaminare proposte di piani e di programmi. (15)
(15) comma così modificato con delibera consiliare n° 10 del 29/06/2004
3. Il presidente prepone gli assessori a settori che attengono a materie definite ed omogenee secondo gli indirizzi stabiliti nel documento di governo.

Art. 28 (Vicepresidente)
1. Il vicepresidente coadiuva il presidente nelle sue funzioni e lo sostituisce in caso di assenza o impedimento temporaneo nonché nel caso di sospensione dall'esercizio della funzione adottata ai sensi di legge.
2. In caso di assenza o impedimento del presidente e del vicepresidente ne fa le veci il componente della giunta più anziano di età.
3 In caso di impedimento permanente e in ogni altro caso di vacanza della carica di presidente, il vicepresidente esercita le relative funzioni sino ad elezione del nuovo presidente.

CAPO V – LA CONFERENZA DEI SINDACI

Art. 28 bis (Compiti e funzionamento) (16)
1. La conferenza dei sindaci è composta dai sindaci dei comuni  di Citerna, Città di Castello, Lisciano Niccone, Montone, Pietralunga, San Giustino, Monte Santa Maria Tiberina,  Umbertide.
2. Alla conferenza dei sindaci spetta di  esprimere  pareri e formulare proposte in materia di gestione associata di funzioni e servizi comunali ed esercitare le altre attribuzioni stabilite dalla legge, dal presente statuto e dai regolamenti.
3. La conferenza stabilisce con  delibera approvata a maggioranza dei due terzi dei componenti la disciplina del proprio  funzionamento.
4. Compete altresì alla conferenza dei sindaci di nominare un commissario per la predisposizione dello schema di bilancio ove la giunta non vi abbia provveduto nel termine entro il quale deve esser approvato. In tal caso, e comunque quando il consiglio non abbia approvato nei termini di legge lo schema di bilancio predisposto dalla giunta, il presidente della conferenza dei sindaci, su deliberazione della conferenza stessa, assegna al consiglio, con lettera notificata ai singoli consiglieri, un termine non superiore a venti giorni per la sua approvazione, decorso il quale si sostituisce mediante apposito commissario.
5. La procedura prevista dal comma precedente si applica anche nel caso di omessa adozione da parte del consiglio, nel termine stabilito dalla legge, dei provvedimenti di riequilibrio necessari a seguito di  segnalazione da parte del  responsabile del servizio finanziario.
(16) articolo aggiunto con delibera consiliare n°10 del 29/06/2004

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