Comunità Montana > Struttura organizzativa > Indice Statuto > Statuto dell'Ente: Titolo I°

statuto dell'ente - titolo i°

DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 1 (Costituzione, denominazione)
1. La comunità montana Alto Tevere Umbro è costituita tra i comuni di Citerna, Città di Castello, Lisciano Niccone, Monte Santa Maria Tiberina, Montone, Pietralunga, San Giustino, Umbertide.
2. La comunità montana è dotata di autonomia statutaria nell'ambito delle leggi statali e regionali. Ove non espressamente disposto dal presente statuto, dalle leggi nazionali e regionali, si applicano in quanto compatibili le disposizioni dettate per l’ordinamento dei comuni.

Art. 2 (Stemma e gonfalone)
1. La comunità montana negli atti e nel sigillo si identifica con il nome di “Comunità montana Alto Tevere Umbro” e con lo stemma ed il gonfalone costituiti da “torre municipale di colore rosso abbinata ad albero di colore verde”.
2. La giunta può, con propria determinazione, disporre l’impiego del gonfalone nelle cerimonie e nelle altre pubbliche ricorrenze ovvero autorizzare la riproduzione dello stemma.

Art. 3 (Territorio e sede)
1. Il territorio comunitario è definito dalla regione e ha un'estensione di Kmq. 961,21 come indicato nella planimetria allegata al presente statuto.
2. La comunità montana ha sede in Città di Castello.

Art. 4 (Finalità)
1. La comunità montana promuove la salvaguardia e la valorizzazione del proprio territorio e persegue l’obiettivo di eliminare gli squilibri di natura economica e sociale tra le zone più svantaggiate e più disagiate e il resto del territorio.

Art. 5 (Funzioni e attività)
1. Per il perseguimento delle finalità di cui all’ art. 4, la comunità montana, anche riunita in consorzio con altre comunità montane o comuni montani:
a) individua e sostiene attraverso opportuni incentivi, nel quadro di una economia integrata, le iniziative idonee alla valorizzazione di ogni tipo di risorsa caratteristica, attuale o potenziale, del territorio;
b) concorre con gli altri enti competenti agli interventi di difesa del suolo con particolare riguardo alla vigilanza sullo stato di fiumi e torrenti;
c) tutela e valorizza il patrimonio culturale locale e le risorse ambientali del territorio, attraverso adeguati interventi di promozione ed un’azione capillare di controllo e prevenzione;
d) assicura alle popolazioni residenti, riconoscendo ad esse le funzioni di servizio che svolgono a presidio del territorio, gli strumenti necessari ed idonei atti a compensare le condizioni di disagio al fine di impedire in particolare lo spopolamento del territorio ed i  fenomeni di disgregazione sociale e familiare ad esso conseguenti;
e) promuove e sostiene, con il concorso finanziario della regione, anche mediante consorzi o aziende, la gestione di beni agro - silvo - pastorali appartenenti alla comunità montana, alla regione, ai comuni e ad altri soggetti pubblici e privati;
f) formula, con la partecipazione delle popolazioni interessate e degli enti locali, il piano pluriennale per lo sviluppo economico e sociale e i programmi pluriennali e annuali del territorio nel quadro degli obiettivi stabiliti dalla Unione Europea dallo Stato e dalla regione;
g) svolge l’esercizio associato di funzioni e servizi eventualmente conferiti dai comuni;
h) realizza gli interventi speciali per la montagna stabiliti dalla Unione Europea e dalle leggi statali o regionali;
i) realizza le infrastrutture e servizi civili idonei a consentire migliori condizioni di vita e di sicurezza delle popolazioni e a costituire la base di un adeguato sviluppo economico;
j) esercita ogni altra funzione ad essa attribuita dalla legge o delegata da altri enti nel rispetto dei principi di sussidiarietà e leale collaborazione.

Art. 6 (Programmazione e concertazione)
1. Per la realizzazione dei propri fini istituzionali, la comunità montana assume il metodo della programmazione quale strumento ordinario di azione per l’analisi dei bisogni e il razionale impiego delle risorse.
2. Il piano pluriennale di sviluppo è lo strumento fondamentale di programmazione al quale devono rapportarsi tutti gli ulteriori atti di programmazione generale o speciale, escludendo ogni duplicazione o sovrapposizione.
3. Al fine di rendere effettiva la realizzazione delle forme di collaborazione istituzionale ed efficace lo strumento della programmazione, l’ente adotta quale mezzo operativo il metodo della concertazione istituzionale.

Art. 7 (Albo pretorio)
1. La comunità montana ha un albo pretorio per la pubblicazione delle deliberazioni, dei provvedimenti, dei manifesti e degli atti che devono essere portati a conoscenza del pubblico.
2. La comunità montana favorisce la conoscenza dei propri atti anche attraverso l’utilizzo di strumenti telematici.

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