Comunità Montana > Struttura organizzativa > Indice Regolamento > Regolamento del Consiglio: Titolo IV°

regolamento del consiglio - titolo iv°

FUNZIONAMENTO DEL CONSIGLIO DELLA COMUNITÀ MONTANA

Capo I - CONVOCAZIONE

Art. 22 - Convocazione (m)
1. Il presidente del consiglio convoca l'assemblea, sentiti i capigruppo, in via ordinaria su richiesta della Giunta, per obbligo di legge, di statuto o di regolamento e in via straordinaria su richiesta di un consiglio comunale o di almeno 1/5 dei consiglieri in carica. In ogni caso la richiesta deve specificare gli argomenti da trattare. Ove non provveda entro 20 ( venti) giorni dalla richiesta ovvero entro il termine di scadenza stabilito dalla legge, dallo statuto o dal regolamento, provvede il presidente dell'ente in via sostitutiva. (m) Articolo così sostituito con deliberazione consiliare n°11 del 29/06/2005.

Art. 23 - Avviso di convocazione
1. La convocazione è disposta con avvisi scritti. L'avviso di convocazione deve contenere: data, ora e luogo della riunione; ordine del giorno; natura ordinaria o straordinaria della convocazione.
2. L'avviso può prevedere una seduta di seconda convocazione, per l'ipotesi di seduta dichiarata deserta per mancanza del numero legale, da svolgersi in giorno diverso dalla data di prima convocazione. L'avviso può anche prevedere la data per la prosecuzione della seduta nel caso che i lavori non si possano concludere entro la prima giornata. L'ordine del giorno di seconda convocazione non può essere integrato con nuove proposte.
3. L'avviso di convocazione deve essere recapitato ai consiglieri e al revisore dei conti alla residenza ovvero al domicilio eletto almeno cinque giorni liberi prima della data di svolgimento della seduta, salvo i casi d'urgenza nei quali la convocazione dovrà avvenire entro 24 ore prima. La convocazione può essere fatta a mezzo lettera raccomandata con avviso di ricevimento o agenzia di recapito autorizzata, mediante consegna personale dietro rilascio di firma per ricevuta o mediante telegramma. Su espressa richiesta del consigliere la convocazione può anche avvenire a mezzo fax o mediante posta elettronica, ma deve comunque essere data conferma di ricevimento.
4. Dopo il recapito ai consiglieri non possono essere aggiunti argomenti all'ordine del giorno se non per ragioni d'urgenza sopravvenute. In tal caso dovrà comunque esserne data comunicazione scritta a tutti i consiglieri almeno 24 ore prima della riunione.
5. Gli avvisi di convocazione con l'ordine del giorno sono affissi all'albo pretorio dell'ente contestualmente all'invio ai consiglieri.

Art. 24 - Consultazione degli atti (8)
1. Entro i termini di recapito dell'avviso di convocazione ovvero dell'eventuale integrazione, gli atti e i documenti istruttori relativi agli affari da trattare devono essere depositati presso la segreteria dell'ente a disposizione dei consiglieri.
2. All'inizio dell'adunanza le proposte ed i documenti devono essere depositati nella sala delle adunanze e nel corso di essa ogni consigliere ha facoltà di consultarli.
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(8) Si riporta di seguito la disposizione dello statuto (art 17) concernente le sedute consiliari -art 17 -sedute consiliari- (comma 5): "Gli argomenti da trattare, debitamente istruiti, sono messi a disposizione dei consiglieri almeno cinque giorni prima di ogni seduta fatti salvi i casi di convocazione urgente".

Art. 25 - Verifica del numero legale (9)
1. Nessuna deliberazione può essere presa dall'assemblea se alla seduta non è presente il numero legale stabilito dallo statuto.
2. Il numero legale si accerta mediante appello nominale eseguito dal segretario. Qualora i consiglieri non siano presenti all'appello nel numero prescritto, il presidente dispone che si rinnovi l'appello quando tale numero sia raggiunto. Tuttavia, quando dopo un'ora da quella fissata nell'avviso di convocazione ed eseguito nuovamente l'appello, venga accertata la mancanza del numero legale, il presidente dichiara deserta la seduta facendolo constatare nel verbale.
3. Il numero legale dei consiglieri deve sussistere non solo all'inizio della seduta ma anche al momento della votazione. I consiglieri che si allontanano dalla sala prima della votazione non si computano nel numero necessario a rendere legale l'adunanza. I consiglieri che si allontanano dall'aula o quelli che entrano devono comunicarlo alla segreteria che ne tiene nota, in caso contrario, salvo richiesta di verifica del numero legale, si danno per presenti i consiglieri che sono risultati tali dall'ultimo accertamento del numero legale effettuato.
4. Ogni consigliere può chiedere la verifica del numero legale in corso di seduta. Qualora dalla verifica risulti che l'uscita dei consiglieri dalla sala abbia fatto venir meno il numero legale, il presidente dispone la sospensione temporanea della trattazione degli argomenti, onde procedere ad un nuovo appello dopo che siano trascorsi 10 minuti. Se il nuovo appello dà il numero dei presenti ancora inferiore a quello prescritto per la validità della seduta, questa viene dichiarata deserta per gli argomenti ancora rimasti da trattare e quindi legalmente sciolta facendone particolare menzione nel processo verbale in cui si debbono indicare i nomi dei consiglieri intervenuti e di quelli assenti.
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(9) Si riporta di seguito la disposizione dello statuto (art. 17 – commi 1-2-3) concernente le sedute consiliari – art. 17 "Sedute consiliari" – 1) Il consiglio della comunità montana è validamente riunito con la presenza della maggioranza dei consiglieri in carica, salvo i casi per i quali la legge o il presente statuto prevedano una diversa maggioranza. – 2) Quando la prima convocazione sia andata deserta, alla seconda convocazione le deliberazioni sono valide purchè intervenga almeno un terzo dei consiglieri assegnati. – 3) Fatti salvi i casi in cui è richiesta una maggioranza qualificata il consiglio delibera con la maggioranza dei voti validi.

Capo II – SEDUTE DEL CONSIGLIO

Art. 26 - Apertura di seduta
1. Dopo aver accertato la presenza del numero legale, il presidente dichiara aperta la seduta e, se necessario, nomina gli scrutatori nelle persone di tre consiglieri, di cui uno di minoranza.
2. La seduta inizia con la approvazione dei verbali della seduta precedente; qualora non vi sia accordo sul contenuto del verbale, i consiglieri possono rendere le dichiarazioni di rettifica. Prima di iniziare l'esame degli argomenti iscritti all'ordine del giorno, il presidente può effettuare comunicazioni e commemorazioni. Il presidente dell'ente, gli assessori e i singoli consiglieri possono a loro volta, prendere la parola per non più di tre minuti per effettuare comunicazioni e commemorazioni.
3. Dopo di che si inizia l'esame degli argomenti iscritti all'ordine del giorno seguendo l'ordine con cui gli stessi sono iscritti nell'elenco, salvo diversa decisione del consiglio.

Art. 27 - Sospensione e aggiornamento della seduta
1. Il presidente può disporre, per motivi di ordine pubblico o per ragioni di tempo, tutte le volte che ne ravvisi l'opportunità, la sospensione della seduta; il consiglio della comunità montana può inoltre deliberare la sospensione della seduta su richiesta dei rappresentanti dei gruppi consiliari.
2. Ove il consiglio non abbia per qualsiasi causa ultimato la trattazione degli argomenti iscritti all'ordine del giorno, la seduta può essere aggiornata ad altra data.
3. L'aggiornamento della seduta, ove non previsto nell'avviso di convocazione, viene disposto dal consiglio della comunità montana, su proposta del presidente del consiglio o del presidente dell'ente o su richiesta dei consiglieri; di esso è dato formale avviso ai soli consiglieri assenti, almeno ventiquattro ore prima della seduta, con le modalità di cui all'art.23.
4. Le sedute di prosecuzione, disposte ai sensi del presente articolo, non sono considerate di seconda convocazione salvo il caso in cui non sia di seconda convocazione la seduta interrotta.

Art. 28 - Regole per la discussione delle proposte
1. La discussione è diretta dal presidente il quale concede la parola ai singoli consiglieri secondo l'ordine con cui questa viene richiesta.
2. Ha la precedenza, in ogni caso, colui che richiede la parola per mozione d'ordine o per fatto personale.
3. Il presidente mantiene l'ordine, fa osservare il regolamento, concede la facoltà di parlare, coordina e dirige l'ordinato svolgimento delle discussioni.
4. Il presidente può richiamare all'ordine gli oratori che esorbitano dall'ambito degli argomenti oggetto d'esame e non ottemperino ai suoi inviti, e può togliere loro la parola dopo due richiami inutilmente rivolti ai medesimi.
5. Il presidente mette ai voti le proposte sulle quali il consiglio è chiamato a deliberare e proclama l'esito delle votazioni. Il presidente dell'ente, nel caso di proposta di delibera presentata dalla giunta o uno qualsiasi dei proponenti negli altri casi, hanno facoltà di ritirare la proposta prima del voto. In tal caso il presidente ne fa prendere atto nel verbale e non si procede a votazione fatto salva la facoltà di un consigliere di chiedere la votazione (n)
(n) Comma così modificato con deliberazione consiliare n°11 del 29/06/2005.

Art. 29 - Disciplina degli interventi
1. I consiglieri ed i componenti della giunta parlano in piedi dal proprio posto, rivolgendosi sempre al consiglio, debbono esprimersi in modo corretto e conveniente ed attenersi all'argomento in discussione.
2. Il relatore illustra l'argomento in discussione per non più di quindici minuti; su ciascun argomento possono quindi intervenire i singoli consiglieri per un tempo non superiore a dieci minuti ciascuno. Il relatore ha facoltà di replicare per non più di dieci minuti.
3. Quando si tratti di argomenti di particolare importanza, la conferenza dei capigruppo può prevedere, all'unanimità, deroghe alla durata degli interventi.
4. Nel corso di una stessa discussione può essere concessa nuovamente la parola al consigliere solo per una questione di carattere incidentale, per fatto personale o per dichiarazione di voto; al presidente dell'ente e ai componenti della giunta può essere nuovamente concessa la parola per brevi precisazioni o chiarimenti che il presidente consideri utili allo svolgimento della discussione.

Art. 30 - Fatto personale
1. Costituisce fatto personale l'essere chiamato in causa in ordine alla propria condotta.
2. Il consigliere che chiede la parola per fatto personale deve specificarlo, ed il presidente, ove ritenga fondata la richiesta, concede la parola al richiedente; qualora la richiesta non venga accolta ed il consigliere insista sulla questione posta, decide il consiglio per alzata di mano e senza discussione.
3. Il consigliere che ha dato origine con le sua affermazioni al fatto personale ha facoltà di intervenire esclusivamente per chiarire il significato delle parole pronunciate o per rettificare le proprie dichiarazioni.

Art. 31 - Mozione d'ordine
1. La mozione d'ordine è il richiamo alla legge o al regolamento, ovvero il rilievo sul modo e sull'ordine con il quale si procede alla trattazione degli argomenti o alla votazione; la sua trattazione ha precedenza sulle questioni principali e ne fa sospendere la discussione.
2. Sulla mozioni d'ordine decide il presidente, sentiti i capigruppo; il presidente può richiedere il voto del consiglio, dando la parola al proponente e a un oratore contro, per non più di cinque minuti ciascuno.

Art. 32 - Dichiarazioni di voto
1. Dopo che il presidente ha chiuso la discussione, la parola può essere concessa esclusivamente per le dichiarazioni di voto, ad un solo consigliere per ciascun gruppo e per la durata non superiore a cinque minuti.
2. Qualora un consigliere intenda esprimere un voto diverso rispetto a quello dichiarato dal consigliere intervenuto a nome del proprio gruppo ha facoltà di esprimere la propria dichiarazione di voto per non più di tre minuti.
3. Iniziata la votazione, non è più concessa la parola sull'argomento.

Art. 33 - Risposta alle interrogazioni
1. Il consigliere che ha presentato l'interrogazione ha diritto di illustrarla al consiglio per un tempo non superiore a cinque minuti.
2. Le risposte alle interrogazioni vengono date in consiglio dal presidente dell'ente o da un assessore; esse non possono avere durata superiore a dieci minuti e possono dar luogo a replica da parte dell'interrogante, che può anche dichiarare di essere o non essere soddisfatto; la replica non può avere durata superiore a cinque minuti.
3. Qualora l'interrogazione sia stata presentata da più consiglieri, il diritto di replica spetta solamente al primo firmatario, salvo che tra gli interroganti non sia intervenuto diverso accordo.
4) Il consigliere che non sia soddisfatto di una risposta avuta ad una interrogazione può presentare sullo stesso argomento una mozione.
5) La risposta scritta se richiesta deve essere fornita entro 20 giorni. E' fatta salva la facoltà di richiedere l'esame anche in aula della risposta scritta già fornita.

Art. 34 - Svolgimento delle mozioni e degli ordini del giorno
1. Indipendentemente dal numero dei firmatari, la mozione è illustrata solo dal primo firmatario, o da uno degli altri firmatari, per un tempo non superiore a dieci minuti.
2. Nella discussione possono intervenire, per un tempo non superiore a cinque minuti ciascuno, tutti i consiglieri; il consigliere che ha illustrato la mozione ha diritto di replica per un tempo non eccedente i cinque minuti.
3. Le disposizioni del presente articolo si osservano anche per la trattazione degli ordini del giorno.

Art. 35 - Deroghe alla pubblicità delle sedute consiliari (10)
1. Di regola le sedute del consiglio della comunità montana sono pubbliche.
2. Le sedute del consiglio della comunità montana non sono pubbliche:
a) quando si tratti di esprimere giudizi o valutazioni su una o più persone;
b) qualora per ragioni di moralità, delicatezza, ordine pubblico, pubblico interesse, pur non trattandosi di questioni su persone, il presidente, sentiti i capigruppo, ritenga opportuno discutere senza la presenza del pubblico.
3. La circostanza della seduta non pubblica deve essere fatta constare espressamente nel verbale.

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(10) Si riporta di seguito la disposizione dello statuto concernente la pubblicità delle sedute consiliari – art. 17 sedute consiliari (comma 4): "Le sedute del consiglio sono pubbliche, eccetto i casi in cui per legge, per regolamento o con deliberazione motivata, sia altrimenti stabilito".

Art. 36 - Presenze nelle sedute non pubbliche 1. Alle sedute non pubbliche possono assistere soltanto i consiglieri ed il segretario della comunità montana, oltre a coloro la cui presenza sia strettamente necessaria allo svolgimento dei lavori consiliari.

Art. 37 - Comportamento del pubblico
1. Il pubblico ammesso ad assistere alle sedute del consiglio della comunità montana deve tenere un comportamento corretto e civile, astenendosi da ogni manifestazione che, mediante parole, gesti, scritti o altro, si riferisca alle opinioni espresse dai consiglieri o alle decisioni adottate dal consiglio.
2. Non possono in ogni caso essere esibiti cartelli, striscioni o altri messaggi che possano in alcun modo distogliere il consiglio dallo svolgimento dei propri compiti.
3. Il presidente del consiglio della comunità montana, dopo aver dato gli opportuni avvertimenti, può ordinare l'espulsione di chi non ottempera alle disposizioni del comma 1; qualora il comportamento del pubblico ostacoli il proseguimento della seduta, il presidente può disporre che la medesima prosegua a porte chiuse.
4. La forza pubblica può intervenire in aula solo se autorizzata dal presidente.

Capo III - VOTAZIONI

Art. 38 - Sistemi di votazione
1. La votazione non può aver validamente luogo se i componenti il consiglio non si trovano in numero legale secondo quanto stabilito dal precedente art. 25.
2. Di regola nelle votazioni si applicano le procedure palesi; le sole deliberazioni concernenti fatti personali o elezioni di persone si prendono a scrutinio segreto, salvo che la legge o lo statuto non prevedano diversamente.

Art. 39 - Ordine delle votazioni
1. Per ciascun argomento in ordine al quale il consiglio è chiamato ad esprimersi con un voto, le votazioni vengono effettuate secondo l'ordine seguente:
a) prima le questioni pregiudiziali, comportanti la esclusione della discussione e del voto sull'argomento;
b) quindi le questioni sospensive, cioè il rinvio ad altra seduta della trattazione e del voto sull'argomento;
c) successivamente gli emendamenti volti a modificare la proposta in discussione mediante soppressioni, sostituzioni o aggiunte;
d) poi le singole parti del provvedimento proposto, qualora la votazione per parti separate venga richiesta da almeno 1/3 dei consiglieri. In ogni caso gli atti normativi, prima del voto complessivo, sono votati articolo per articolo fatta salva la facoltà dell'assemblea di consentire unanimemente il voto complessivo.
e) infine il provvedimento nel suo complesso, con le modifiche ed integrazioni conseguenti agli emendamenti precedentemente approvati.

Art. 40 - Reiterazioni di votazioni
1.Dopo che una proposta è stata posta in votazione, la stessa s'intende esaurita qualunque sia l'esito della votazione medesima. Pertanto qualsiasi proposta non può, nella medesima seduta, essere posta nuovamente in discussione, né procedersi a nuova votazione, salvo che la legge disponga altrimenti.

Art. 41 - Votazione palese
1. La votazione palese viene effettuata di norma per alzata di mano; può essere eseguita anche in modi diversi, purché tutti chiaramente manifesti e comunque facilmente verificabili.
2. La votazione palese può anche effettuarsi per appello nominale; a tal fine il presidente chiama in ordine alfabetico i consiglieri presenti, e ciascuno di essi esprime il proprio voto in tale ordine dichiarando se è favorevole o contrario alla proposta, ovvero di astenersi dalla votazione.

Art. 42 - Votazione segreta
1. Per la votazione segreta va seguito il sistema delle schede. Le schede devono essere predisposte dall'ufficio di segreteria e debitamente vidimate.
2. Il numero delle schede deposte nell'urna deve in ogni caso corrispondere al numero dei votanti.
3. In caso di contestazione, ovvero di annullamento delle schede, queste debbono essere vidimate dal presidente, da almeno uno scrutatore e dal segretario.
4. La circostanza dell'effettuazione della votazione segreta e le modalità della medesima devono risultare espressamente dal verbale e non preclude ai consiglieri la possibilità di fare dichiarazioni di voto.

Art. 43 - Collegi separati e voto limitato (o)
1. Qualora il consiglio della comunità montana debba procedere alla nomina di componenti di commissioni o comitati, o comunque di propri rappresentanti presso enti, aziende o istituzioni e debba essere obbligatoriamente garantita la rappresentanza della minoranza, salvo che la legge o lo statuto non dispongano diversamente, si procede con il sistema del voto limitato e ciascun consigliere può scrivere nella scheda un numero di nomi non superiore a quello attribuito alla maggioranza. Risultano eletti i candidati votati rispettivamente dalla maggioranza e dalla minoranza, che abbiano ottenuto il maggior numero di voti.
2. Ove previsto dalla legge si procede con il voto segreto per collegi separati e voto limitato.
(o) Articolo così sostituito con deliberazione consiliare n° 11 del 29/06/2005.

Art. 44 - Calcolo della maggioranza (11)
1. Le deliberazioni del consiglio vengono adottate di norma con la maggioranza assoluta dei voti validi, e cioè un numero di voti favorevoli pari alla metà più uno dei votanti.
2. Se il numero dei votanti è dispari, la maggioranza è costituita dal numero che, raddoppiato, dà il numero pari superiore di una unità al numero dei votanti.
3. Qualora la votazione avvenga in forma palese, coloro che si astengono dalla votazione si computano nel numero dei consiglieri necessario a rendere legale l'adunanza, ma non nel numero dei votanti.
4. Nei casi in cui la votazione venga effettuata a scrutinio segreto, le schede bianche, non leggibili e nulle si computano per determinare il numero dei votanti.
5. Sono fatte salve le norme di legge o dello Statuto che per la validità delle deliberazioni prescrivono una maggioranza qualificata.
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(11) Si riporta di seguito la disposizione dello statuto concernente le ( votazioni) sedute consiliari (art. 17 - comma 3) "Fatti salvi i casi in cui è richiesta una maggioranza qualificata il consiglio delibera con la maggioranza dei voti validi."

Art. 45 - Computo dei votanti
1. Agli effetti del calcolo della maggioranza, per il computo dei votanti:
a) nel caso di votazione palese non si computano tra i votanti coloro che obbligatoriamente o volontariamente si astengono;
b) nel caso di scrutinio segreto: si contano, per determinare il numero dei votanti, anche le schede bianche, le nulle e le non leggibili, per cui il consigliere che intenda astenersi non può limitarsi a votare scheda bianca ma deve esplicitamente dichiarare prima del voto la propria astensione e comunque non riporre la propria scheda nell'urna.

Art. 46 - Proclamazione dell'esito delle votazioni
1. Terminate le operazioni di voto, il presidente, ne accerta l'esito e lo proclama con le formule "Il consiglio della comunità montana approva" ovvero "Il consiglio della comunità montana non approva".
2. In caso di votazione segreta il presidente e gli scrutatori, con l'assistenza del segretario, esaminano le schede e si pronunciano sulla loro validità, salvo le ulteriori decisioni del consiglio in caso di contestazione. Il Presidente esaurite le operazioni ne proclama l'esito in forma solenne (p).
(p)
Comma così modificato con deliberazione consiliare n°11 del 29/06/2005.

Art. 47 - Irregolarità nella votazione
1. Qualora si verifichino irregolarità nella votazione il presidente può, valutate le circostanze e sentiti gli scrutatori ed il segretario, annullare la votazione e disporne la immediata ripetizione; in tal caso vengono ammessi alla nuova votazione esclusivamente i consiglieri che avevano preso parte a quella annullata.

Art. 48 - Parità di voti 1. Qualora una proposta riporti lo stesso numero di voti favorevoli e di voti contrari, la relativa votazione è inefficace e la proposta non può essere rimessa in votazione nella medesima seduta.

Capo IV – VERBALI DELLE SEDUTE

Art. 49 - Partecipazione del segretario
Il segretario partecipa alle adunanze del consiglio e svolge compiti di collaborazione e funzioni di assistenza giuridico-amministrativa nei confronti del presidente. I consiglieri rivolgono richieste di chiarimenti al segretario per il tramite del presidente.

Art. 50 - Verbale
1. Di ogni seduta il segretario redige il processo verbale, che deve contenere soltanto la data, l'ora, il luogo di svolgimento della seduta, i presenti, gli atti e le deliberazioni, nonché, per le discussioni, l'oggetto e i nomi di coloro che vi hanno partecipato e in sintesi i contenuti. Il resoconto completo del dibattito è registrato con apposita strumentazione e conservato su supporto magnetico a cura del segretario.
2. Ogni consigliere ha diritto che nel verbale si dia atto delle precisazioni che egli ritenga opportune. Ha inoltre facoltà di chiedere che nel verbale siano integralmente inserite le proprie dichiarazioni, nel qual caso sarà sua cura consegnare alla segreteria copia scritta dell'intervento. Tale consegna deve avvenire durante la seduta dell'assemblea o al massimo nelle successive 24 ore.
3. I verbali delle sedute precedenti vengono depositati a disposizione dei consiglieri almeno cinque giorni prima dell'adunanza in cui vengono sottoposti ad approvazione.
4. Il processo verbale di una precedente seduta si intende approvato se non vi sono osservazioni o proposte di rettifica. Il verbale della riunione che precede lo scioglimento del consiglio, deve essere approvato a conclusione della medesima seduta, in mancanza, si intende approvato decorsi trenta giorni dalla sua pubblicazione all'albo pretorio (q)br> 5. In relazione alla natura e alla complessità delle osservazioni e delle richieste di rettifica presentate, il presidente del consiglio della comunità montana le sottopone al voto del consiglio nella stessa seduta ovvero rinvia l'approvazione del verbale alla seduta successiva.
6. Ogni proposta di rettifica sottoposta a votazione è inserita a verbale nella seduta in corso; il segretario cura che sia eseguita apposita annotazione nell'originale del verbale rettificato.
7. Il processo verbale è riportato nel testo della delibera ovvero in separato atto sottoscritto dal segretario al quale viene fatto richiamo in ogni deliberazione. In ogni caso la deliberazione oltre la data, l'ora, il luogo di svolgimento della seduta, i presenti, l'esito della votazione deve riportare le eventuali dichiarazioni di voto rese nel corso della discussione (r).
(q-r) Commi così modificati con deliberazione consiliare n°11 del 29/06/2005.

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