Comunità Montana > Struttura organizzativa > Indice Regolamento > Regolamento del Consiglio: Titolo II°

regolamento del consiglio - titolo ii°

ORGANIZZAZIONE DEL CONSIGLIO DELLA COMUNITÀ MONTANA

CAPO I – PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DELLA COMUNITÀ MONTANA (1)

Art. 4 - Attribuzioni del Presidente (2)
1. Il presidente rappresenta il consiglio della comunità montana e assicura il buon andamento dei suoi lavori facendo osservare il regolamento.
2. Il presidente convoca e presiede il consiglio della comunità montana, decide sulla ricevibilità dei testi presentati per l'esame del consiglio ed esercita tutte le attribuzioni a lui attribuite dalla legge, dallo statuto e dal presente regolamento.
3. In particolare il presidente:
a) dirige e modera le discussioni, concede la facoltà di parlare assicurando il rispetto dei tempi per la durata di ciascun intervento;
b) pone e precisa i termini delle proposte da discutere e da votare;
c) stabilisce il termine della discussione e l'ordine delle votazioni, ne accerta l'esito e ne proclama i risultati;
d) mantiene l'ordine nella sala consiliare ed esercita i poteri di disciplina nei confronti dei consiglieri e del pubblico;
e) decide sulle mozioni d'ordine salvo ricorso all'assemblea.
f) ha facoltà di prendere la parola in ogni momento, e può sospendere o togliere la seduta, sentiti i capigruppo, facendone prendere nota nel verbale;
g) decide per tutti i casi non previsti o disciplinati che abbiano a presentarsi nello svolgimento degli affari dell'assemblea;
h) Convoca e presiede la conferenza dei capigruppo (b)
(b) Comma così modificato con deliberazione consiliare n° 11 del 29/06/2005.

Art. 5 - Revoca del Presidente del Consiglio
1. La proposta di revoca del presidente deve essere motivata e sottoscritta da almeno un terzo dei consiglieri assegnati.
2. La proposta di revoca viene messa in discussione non prima di tre giorni e non oltre dieci giorni dalla sua presentazione; essa è votata per appello nominale.
3. Se la proposta di revoca viene approvata, il consiglio procede immediatamente alla elezione del nuovo presidente.
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(1) Si riportano di seguito le disposizioni dello statuto concernenti l'insediamento del consiglio della comunità montana e gli adempimenti della 1° seduta successiva al rinnovo – art. 12 – "Insediamento e durata in carica"   1) "Il consiglio dura in carica cinque anni e comunque decade in occasione della rinnovazione della maggioranza dei consigli comunali costituenti la Comunità. I componenti scaduti restano in carica fino all'insediamento del nuovo consiglio". 2) "Ciascun consiglio comunale, ogniqualvolta è rinnovato, provvede, entro 30 giorni successivi alla data di insediamento, all'elezione dei propri rappresentanti in seno al consiglio della comunità montana". 3) "Il presidente in carica provvede alla convocazione del consiglio per l'insediamento improrogabilmente entro trenta giorni da quando sono pervenuti i nominativi dei rappresentanti di almeno cinque comuni. La seduta, da tenersi entro dieci giorni dalla convocazione, è presieduta dal consigliere più anziano di età". 4) "Il consiglio, nella prima seduta e prima di deliberare su qualsiasi altro argomento con propria deliberazione procede alla convalida dell'elezione dei propri componenti. In sede di convalida il consiglio provvede ad esaminare le eventuali cause di ineleggibilità o di incompatibilità".- art. 16- "Convocazione del consiglio" – comma 4) "La prima seduta del consiglio dopo il suo rinnovo è convocata dal presidente in carica e presieduta, sino ad avvenuta nomina del nuovo presidente, dal consigliere più anziano di età".
(2) Si riportano di seguito le disposizioni dello statuto concernenti l'elezione del presidente del consiglio – art. 15 – "Presidente del consiglio" 1) "Il consiglio, nella sua prima seduta, subito dopo le convalide di rito, elegge nel suo seno, a maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati il proprio presidente. Qualora nessun consigliere raggiunga la maggioranza richiesta, si procede immediatamente al ballottaggio fra i due candidati più votati e sarà proclamato eletto il consigliere che avrà ottenuto più voti. In caso di parità prevale il più anziano di età". 2) "Il presidente ha la rappresentanza del consiglio e ne garantisce il funzionamento nel rispetto delle leggi, dello statuto e del regolamento, cura la programmazione dei lavori e il collegamento del consiglio con il presidente dell'ente, la giunta e i gruppi consiliari. Convoca e presiede il consiglio e ne assicura il regolare svolgimento". 3) "Nel caso di assenza o impedimento le funzioni del presidente sono svolte dal consigliere più anziano di età".

CAPO II – GRUPPI CONSILIARI (3)

Art. 6 - Composizione dei gruppi consiliari
1. Tutti i consiglieri devono appartenere ad un gruppo consiliare, eccezion fatta per il presidente del consiglio.
1bis. Ai fini della costituzione di un gruppo consiliare, ogni consigliere aderente sottoscrive esplicito atto di adesione ove sono indicati la denominazione del gruppo e il nominativo del capogruppo che deve sottoscrivere per accettazione dell'incarico
2. Entro dieci giorni dalla prima seduta, ogni consigliere è tenuto a comunicare al presidente il gruppo del quale intende far parte (d).
3. I consiglieri che entrano a far parte del consiglio nel corso del mandato amministrativo devono comunicare al presidente entro dieci giorni dalla convalida a quale gruppo consiliare intendono aderire. In tal caso l'adesione si perfeziona solo con dichiarazione di accettazione da parte del capogruppo interessato resa anche verbalmente in aula(e).
4. Non possono essere costituiti gruppi consiliari con un numero di componenti inferiore a due, salvo il caso di costituzione del gruppo misto.
5. I consiglieri che non intendono più far parte di un gruppo consiliare possono, se raggiungono il numero minimo di due, costituire un nuovo gruppo consiliare dandone comunicazione al presidente in caso contrario o comunque in caso di mancanza di qualsiasi indicazione entrano a far parte del gruppo misto. Qualora, invece, intendano aderire ad altro gruppo già costituito, ne danno comunicazione al presidente, in tal caso l'adesione si perfeziona solo con dichiarazione di accettazione da parte del capogruppo interessato resa anche verbalmente in aula (f).
6. Ciascun gruppo elegge il proprio capogruppo e ne dà comunicazione al presidente; in mancanza di tale comunicazione è considerato capogruppo il consigliere più anziano di età.
(c-d-e-f) Commi così modificati con deliberazione consiliare n° 11 del 29/06/2005.

Art. 7 - Conferenza dei Capigruppo
1. La conferenza dei capigruppo è organo consultivo del presidente ed è composta da tutti i capigruppo consiliari; essa concorre a definire la programmazione dei lavori consiliari ed a stabilire quant'altro risulti utile per il proficuo andamento della attività del consiglio. La conferenza dei capigruppo esercita inoltre le funzioni ad essa attribuite dal presente regolamento nonché quelle eventualmente assegnate dal consiglio della comunità montana con appositi atti.
2. La conferenza è ordinariamente convocata prima di ciascuna seduta del consiglio della comunità montana, nonché ogni volta che il presidente ne ravvisi la necessità ovvero lo richieda almeno un capogruppo.
3. In caso di assenza o impedimento i capigruppo consiliari hanno facoltà di delegare un consigliere del proprio gruppo a partecipare alla conferenza.
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(3) Si riporta di seguito la disposizione dello statuto concernente i gruppi consiliari – art. 20 "Gruppi consiliari": 1) "I consiglieri si costituiscono in gruppi secondo le modalità stabilite dal regolamento". 2) "Ogni gruppo deve essere formato da almeno due consiglieri e deve provvedere a designare per iscritto al presidente del consiglio il nominativo del capogruppo entro 10 giorni dall'insediamento del consiglio. In assenza di designazione è considerato capogruppo il più anziano d'età". 3) "I consiglieri che non aderiscono ad alcuno dei gruppi costituiti fanno parte del gruppo misto". 4) "Ai gruppi consiliari sono assicurati idonei spazi e mezzi per l'esercizio delle loro funzioni compatibilmente con la disponibilità di strutture da parte della comunità montana". 5) "E' istituita la conferenza dei capigruppo presieduta dal presidente del consiglio con funzioni consultive in materia di svolgimento dei lavori consiliari".

CAPO III – COMMISSIONI CONSILIARI PERMANENTI (4)

Art. 8  - Commissioni consiliari permanenti  (g)
1. Sono istituite le seguenti commissioni consiliari permanenti:
I° commissione consiliare: bilancio e programmazione economica;
II° commissione consiliare: agricoltura, tutela ambientale, foreste, assetto idrogeologico, prodotti del bosco, iniziative promozionali;
III° commissione consiliare: affari istituzionali, organizzazione, servizi associati;
(g) Articolo così sostituito con deliberazione consiliare n°11 del 29/06/2005.

Art. 9 - Funzioni
1. Le commissioni consiliari permanenti svolgono le seguenti funzioni:
a) hanno competenza consultiva su provvedimenti regolamentari, bilancio e rendiconto e atti di programmazione generale da sottoporre al consiglio;
b) esprimono, su richiesta della giunta, pareri non vincolanti su proposte di atti;
c) elaborano proposte nelle materie di rispettiva competenza sulla base di studi, indagini e ricerche.

Art. 10 - Composizione e Funzionamento
1. I componenti delle commissioni sono designati, previa apposita riunione della conferenza dei capigruppo, dai singoli gruppi con criterio proporzionale tra maggioranza e minoranza e nominati dall'assemblea con votazione palese. Ogni consigliere fa parte di una sola commissione. Ogni commissione è composta da non più di tredici componenti e non meno di nove.(h)
2. Ogni commissione elegge al proprio interno un presidente ed un vicepresidente; a tal fine la prima seduta di ciascuna commissione è convocata dal presidente del consiglio entro dieci giorni dalla nomina. Il presidente convoca la commissione, ne redige l'ordine del giorno e ne presiede i lavori.
3. Le commissioni hanno facoltà di chiedere esibizione di atti e documenti senza che sia loro posto il segreto d'ufficio e possono chiedere al presidente dell'ente di avvalersi della collaborazione di funzionari e dirigenti dell'ente.
4. Per la validità delle sedute delle commissioni permanenti è necessaria la presenza della metà dei componenti.
5. Ogni componente ha diritto ad un voto; i pareri sono espressi a maggioranza semplice dei voti.
(h)Comma così modificato con deliberazione consiliare n°11 del 29/06/2005.

Art. 11 - Pubblicità delle sedute delle commissioni
1. Le sedute delle commissioni consiliari permanenti sono pubbliche.
2. Le sedute delle commissioni non sono pubbliche:
a) quando si tratti di esprimere giudizi o valutazioni su una o più persone;
b) qualora per ragioni di moralità, delicatezza, ordine pubblico, pubblico interesse, pur non trattandosi di questioni su persone, il presidente della commissione ritenga opportuno discutere senza la presenza del pubblico.

Art. 12 - Verbali delle commissioni consiliari
1. Alle sedute delle commissioni partecipa un funzionario dell'ente con il compito di redigere un sommario processo verbale.
2. Il verbale va sottoscritto da chi presiede e dal funzionario verbalizzante.
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(4) Si riporta di seguito la disposizione dello statuto concernente le commissioni consiliari permanenti – art. 18 –commi 1-2 "Commissioni consiliari" – 1) "Il consiglio si avvale delle commissioni consiliari permanenti costituite nel proprio seno con criterio proporzionale tra maggioranza e minoranza e con il compito di provvedere: a) all'esame degli atti più importanti di competenza del consiglio al fine di favorire il miglior esercizio delle sue funzioni; b) all'esame, all'approfondimento e alla formulazione di pareri su proposte loro assegnate dagli organi della comunità montana; c) ad effettuare studi, indagini e ricerche e ad elaborare proposte". 2) "Il regolamento stabilisce il numero delle commissioni permanenti e dei loro componenti, la loro competenza per materia, le norme di funzionamento e le forme di pubblicità dei lavori".

CAPO IV - COMMISSIONI SPECIALI

Art. 13 - Commissione di controllo e garanzia
1. E' istituita una speciale commissione permanente di controllo e garanzia la cui presidenza è riservata ad un rappresentante della minoranza, con il compito di esprimere pareri su:
a) proposte di decadenza dei consiglieri, ai sensi del successivo art. 20;
b) questioni inerenti lo status dei consiglieri e l'esercizio dei diritti agli stessi spettanti;
c) problemi concernenti le prerogative ed il funzionamento del consiglio della comunità montana;
d) questioni concernenti rapporti tra organi di governo dell'ente;
e) interpretazione delle norme statutarie e dei regolamenti;
f) ogni altro argomento che il consiglio ritenga di assegnare all'esame di detta commissione in materia di controllo e garanzia (i)
2. Gli argomenti da iscrivere all'ordine del giorno sono stabiliti dal presidente della commissione, anche su proposta dei componenti della stessa; le richieste di controllo debbono indicare specificatamente quali profili dell'attività dell'amministrazione siano da approfondire.
3. Conclusa la trattazione, la commissione approva un documento; sono ammessi documenti di minoranza, che sono allegati al documento approvato.
4. Per il funzionamento della commissione si osservano, ove non diversamente disposto in sede di costituzione, le disposizioni previste per le commissioni consiliari permanenti in quanto applicabili. (l)
(i-l) Commi così modificati con deliberazione consiliare n°11 del 29/06/2005.

Art. 14 - Commissioni speciali di studio
1. Allo scopo di effettuare un esame specifico e approfondito su questioni particolari che comunque interessano la comunità montana, il consiglio può istituire commissioni speciali di studio e approfondimento costituite con criterio proporzionale fra maggioranza e minoranza.
2. Nella relativa deliberazione di costituzione deve essere previsto:
a) il numero dei componenti;
b) lo specifico problema il cui esame è demandato alla commissione;
c) il tempo a disposizione della commissione per tale trattazione;
3. Per quanto riguarda la nomina del presidente, del vicepresidente e del segretario, valgono le norme stabilite per le commissioni permanenti, così come per le convocazioni e il funzionamento.

Art. 15 - Commissioni speciali di indagine (5)
1. Qualora ne ravvisi la necessità il consiglio, a maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati, può istituire al proprio interno commissioni speciali di indagine sull'attività della amministrazione dell'ente con criterio proporzionale fra maggioranza e minoranza.
2. Nella relativa deliberazione di costituzione, deve essere specificato:
a) la composizione della commissione;
b) lo specifico problema il cui esame è demandato alla commissione;
c) il termine entro il quale la commissione deve riferire al consiglio;
d) lo scioglimento di diritto della commissione dopo l'avvenuta presentazione della relazione conclusiva.
3. La presidenza delle commissioni di cui al presente articolo è riservata ai consiglieri di minoranza. Per quanto riguarda il funzionamento si osservano le disposizioni previste per le commissioni consiliari permanenti in quanto applicabili.
4. Le sedute delle commissioni speciali di indagine non sono pubbliche.
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(5) Si riportano di seguito le disposizioni dello statuto (art. 18 commi. 3, 4 e 5) concernenti le commissioni speciali - art 18 "commissioni consiliari": 3) "Il consiglio, con deliberazione adottata a maggioranza dei consiglieri assegnati, può costituire commissioni speciali con compiti di indagine, controllo o anche solo di studio in ordine a specifiche questioni e attività amministrative della comunità montana". 4) "Con la deliberazione di cui al comma precedente, sono stabilite la composizione della commissione, i poteri di cui è munita, gli strumenti per operare e il termine per la conclusione dei lavori". 5) "Le commissioni consiliari, ove istituite con funzioni di controllo o di garanzia, sono presiedute da un rappresentante delle opposizioni".

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