
Sorge su di una collina di 566 m. Il suo primo nucleo fu certamente
fondato dalle antiche popolazioni umbre ed il "Flauto su tibia umana",
conservato presso il museo archeologico di Perugia, i vari "castellieri"
sparsi nel territorio ed i ritrovamenti litici ne sono la tangibile
testimonianza.
La fondazione del centro urbano col nome di
TUFI, tuttavia, la si fa
risalire al popolo Umbro. Nel periodo romano, il più florido, conosciuta
col nome di FORUM JULII CONCUPIENSIUM,
era collocata nel pressi di Ca' Bartolla e l'oppidum dei
foroiulienses cognomine concupienses, elevato a Municipium
nell'eta Augustea, è citato anche da Plinio nella "Naturalis
Historia". Del periodo romano restano significative testimonianza,
come ville, acquedotti, "fistulae acquariae", monete ed
importanti strade (diverticula), delle quali tre tratti interamente
basolati. Dell'affermazione del Cristianesimo, ci è pervenuta notizia
attraverso il martirologio di San Crescenziano, legionario romano al
quale la leggenda Sacra attribuisce l'uccisione del drago alle porte di
Città di Castello. Durante le persecuzioni ai cristiani, ordinate da
Diocleziano, il Santo venne decapitato e sepolto nel luogo ove oggi
sorge la Pieve de' Saddi (la più antica chiesa della diocesi), eretta
sopra le vestigia di un preesistente tempio pagano.
Distrutta nel
periodo delle invasioni barbariche, Pietralunga venne riedificata (VI-VII
sec.) sull'odierno colle col nome di PLEBS TUPHIAE ed a
questo periodo si fa risalire la costruzione della Pieve di Santa Maria
e della Rocca Longobarda pentagonale (VIII sec.). Col passare dei
secoli, il territorio pietralunghese divenne una terra popolata e
florida ed il nome della città mutato in PRATALONGA,
dai pingui ed estesi pascoli che la circondavano. Libero Comune dall' XI°
al XIV° secolo, Pratalonga venne dotata dello strumento degli Statuti e
del Catasto e le vicende politiche che la interessarono non furono
dissimili a quelle delle altre città della Regione. A questo periodo
risale il fatto, storicamente provato, della Mannaja del boia,
conservata dal 1334 presso la Cattedrale di Lucca, che si rievoca ogni
anno ad Agosto con il Palio della Mannaja. Allo scadere del XIV secolo,
per ga rantirsi incolumità e sicurezza, Pietralunga si alleava e si
sottometteva a Città di Castello, diventandone parte integrante del
territorio. Da allora in poi la sua storia procedette in parallelo con
quella di Città di Castello. La città maggiore provvede va ad inviarvi,
periodicamente, un Capitano giusdicente con pieni poteri
nell'amministrazione della cosa pubblica e ciò perdurò fino al 1817,
anno in cui Pietralunga venne elevata al grado di Comune. Dopo
l'amministrazione pontificia, essa entrava a far parte del Regno
d'Italia. Partecipava con i suoi oltre 100 caduti alla prima guerra
mondiale e, nella seconda, dopo l'8 Settembre 1943, con la costituzione
della Brigata Proletaria d'Urto San Faustino, diveniva il centro
operativo della resistenza nell'alta Umbria. Il comune di Pietralunga,
unico in Umbria, è decorato al Valor Militare e per
questa ragione a Pietralunga è stato realizzato il Monumento
Regionale al Partigiano Umbro.