servizio irrigazione

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Note esplicative

Per quanto concerne le competenze in materia di Irrigazione, la Regione Umbria, mediante la delega operativa alle Comunità Montane, svolge, principalmente, le seguenti attività:

In conformità a quanto previsto dalla L.R. n. 3/99, la Comunità Montana Alta Umbria gestisce gli impianti di irrigazione di proprietà regionale. Tali impianti sono in parte attivati da lunga data ed in parte attivati nel corso degli ultimi tre anni o ancora in fase di completamento e/o collaudo (in particolare, è ancora in fase di realizzazione la connessione tra gli impianti preesistenti e l’invaso di Montedoglio, per la zona del comune di Città di Castello a sud del capoluogo fino alla zona di Fabbrecce).

Attività in materia di irrigazione

Il territorio della Regione Umbria è suddiviso in 9 comprensori irrigui:
1. Alta Valle del Tevere
2. Altopiano Eugubino
3. Valle Umbra
4. Media Valle del Tevere
5. Valli del Genna, Caina e Nestore
6. Zone del Trasimeno
7. Chiana Romana e Piana Orvietana (Val di Paglia)
8. Conca Ternana
9. Bassa Valle del Tevere

Nel comprensorio irriguo n. 1 (Alta Valle del Tevere) sono stati realizzati, dalla Regione Umbria, impianti irrigui pubblici, gestiti attualmente dalla Comunità Montana Alta Umbria.
Da sottolineare che è in corso di approvazione il Piano Regionale per l’Irrigazione nella Regione Umbria, redatto sulla base del relativo studio Tecnico Economico realizzato, mediante l’attivazione di apposita convenzione, dall’Università degli Studi di Perugia.
Tale studio comportato lo svolgimento di attività finalizzate al raggiungimento sia di obiettivi tecnico-ingegneristici (verifica della delimitazione dei comprensori irrigui, stima delle aree effettivamente irrigate ogni anno, determinazione del fabbisogno irriguo in ogni comprensorio, analisi delle tecniche irrigue utilizzate, analisi delle risorse idriche attualmente disponibili o disponibili a breve termine, individuazione delle eventuali situazioni di squilibrio tra fabbisogno irriguo e disponibilità di risorsa idrica per l’irrigazione, ipotesi di possibili scenari di intervento a breve, medio ed eventualmente lungo termine per risolvere le situazioni critiche di squilibrio) che economici (tra i quali, in particolare, la valutazione dell’economicità e dell’opportunità di espansione dell’irrigazione nei territori della regione Umbria).

Il Sistema Generale Irriguo

Gran parte del territorio irriguo regionale è interessato, dalla fine degli anni ’60, da un grande schema irriguo, denominato “SISTEMA GENERALE IRRIGUO” (S.I.G.), di interesse nazionale finanziato in parte dalla legge 984/77, meglio nota come “legge Quadrifoglio”. Il S.I.G. è suddiviso in due aree: Sistema Occidentale, servito dalla diga di Montedoglio sul fiume Tevere e da altri invasi minori, a servizio delle regioni Umbria e Toscana, e Sistema Orientale, con previsione di essere servito dalle dighe sul Singerna, Regnano, Carpina e Chiascio tutte a servizio dell’Umbria e tra le quali la più importante è senz’altro quella del Chiascio, peraltro già da tempo realizzata. Entrambi i sistemi rientrano nella competenza statale come opere di interesse nazionale.
La capacità totale utilizzabile dai predetti invasi è di circa 300 milioni di mc che rappresenta la soluzione definitiva a tutti i problemi irrigui dei comprensori sotto indicati, consentendo nel contempo l’uso plurimo della risorsa:
- Alta Valle del Tevere
- Valle Umbra
- Media Valle del Tevere
- Valli del Genna, Caina e Nestore
- Comprensorio Trasimeno
- Val di Paglia e Chiana Romana (parte)
Negli altri comprensori interessati dalla irrigazione, e cioè
- Altopiano Eugubino
- Conca Ternana
- Bassa Valle del Tevere
- Orvietano e Chiana Romana (parte)
la Regione Umbria sta portando avanti da molti anni una politica volta ad esaltare le potenzialità irrigue del proprio territorio.
Sistema Occidentale - Schema irriguo diga di Montedoglio sul fiume Tevere
Lo schema del Montedoglio è a servizio, in primo luogo, per la parte umbra, dell’Alta Valle del Tevere. La tradizionale vocazione irrigua di questo territorio ha fatto sì che, a partire dai primi anni ’50, si sono sviluppati i primi programmi in materia di irrigazione con la realizzazione di una serie di modesti sbarramenti in destra Tevere legati soprattutto alle esigenza della tabacchicoltura. In periodi più recenti sono stati effettuati, dalla Regione Umbria e dall’ESAU, notevoli investimenti finalizzati alla realizzazione di una serie di impianti irrigui nell’asta principale del Tevere e nelle valli contermini, in concomitanza alla realizzazione delle opere di adduzione primaria da Montedoglio. Allo stato attuale, a seguito della realizzazione delle opere di interconnessione fra l’adduttore principale da Montedoglio e gli impianti di distribuzione già presenti e funzionanti a valle, il sistema irriguo occidentale nell’Alta Valle del Tevere Umbro è entrato a regime. Tali opere di interconnessione saranno definite con la progettazione e la realizzazione del IV° lotto funzionale che andrà a servire la valle dei torrenti Nestore, Minima e Seano, laterale rispetto al fiume Tevere, e che prevede risorsa disponibile in pressione e la realizzazione anche di una importante rete di distribuzione nel territorio.
Occorre notare che, nel medesimo comprensorio, nella parte sud dello stesso fino alle porte di Perugia, dallo stesso piano irriguo orientale è prevista la realizzazione di una diga di medie dimensioni sul torrente Carpina che è in avanzata fase di progettazione esecutiva ed autorizzativa. Tale opera costituisce l’integrazione ed il completamento del sistema generale irriguo come collegamento e chiusura fra i due sistemi Occidentale e Orientale ed affranca completamente il fiume Tevere da ogni tipo di prelievo a nord della città di Perugia.