
Per quanto concerne le competenze in materia di Bonifica la Regione Umbria,
attraverso le competenti strutture (Sezione Bonifica) e mediante la
delega operativa alle Comunità Montane, svolge principalmente, le seguenti attività:
La bonifica ha attualmente mutato ed ampliato il principale obiettivo
storico inerente il recupero dei suoli dalle acque stagnanti per
destinarli alla produzione agricola, la difesa del territorio dalle
acque, nonché la gestione e manutenzione delle opere a ciò connesse.
L’attuale concetto di bonifica è inteso come il complesso delle attività
mirate alla difesa della risorsa idrica, alla sua razionale
conservazione, utilizzazione e tutela, con particolare riguardo all’uso
irriguo della stessa, alla conservazione e difesa del suolo e del
territorio, alla tutela e valorizzazione delle produzioni agricole, con
particolare riguardo alla qualità, alla salvaguardia e valorizzazione
dello spazio rurale e, più in generale, al sostegno concreto dello
sviluppo rurale.
Nel territorio della regione Umbria, molti corsi d’acqua presentano
gravi situazioni di dissesto idraulico ed ambientale che, in occasione
di eventi alluvionali anche non eccezionali, producono allagamenti di
vaste superfici con gravi danni ai terreni agricoli, alle infrastrutture
viarie ed agli insediamenti civili circostanti. Parimenti, il degrado
ambientale delle sponde, oltre a problemi idraulici produce effetti
negativi sul paesaggio, sull’ambiente e sulla fruibilità del territorio.
Negli ultimi trenta anni sono stati finanziati, ai sensi delle leggi e
delle varie provvidenze in materia, numerosi progetti, al fine di
risolvere e/o attenuare i problemi sopra citati.
I lavori previsti da tali progettazioni consistono nel ripristino della
sezione idraulica dei corsi d’acqua demaniali, mediante la rimozione di
materiali terrosi, litoidi e vegetali, dagli alvei; nella posa in opera
di difese spondali, in materiale lapideo e vegetale; nella idrosemina e
piantagione di essenze vegetali autoctone sugli argini; nella rettifica
del profilo di fondo, mediante opere eseguite con tecniche di ingegneria
naturalistica e nella rinaturazione degli ambiti fluviali per
migliorarne la fruibilità sociale.
Ai sensi della L.R. n. 4/90 il territorio della regione è stato
suddiviso in 7 comprensori di bonifica, che costituiscono unità
territoriali omogenee sotto il profilo idrografico, idraulico e
morfologico, funzionali alle esigenze regionali della attività di
bonifica, così denominati:
1) Alto Tevere – Assino;
2) Chiascio;
3) Trasimeno - Medio Tevere - Nestore;
4) Topino - Marroggia;
5) Chiani - Paglia;
6) Alto Nera;
7) Basso Nera - Basso Tevere